Come nasce l'idea
L'idea che ha delineato la nascita di questo portale poggia su importanti prese di coscienza che ha coinvolto in prima persona i due protagonisti di questo circuito. Tutto il pensiero germoglia in una carrozza del treno che va da Zurigo a Milano, dopo un lungo viaggio estivo. Lele, appena uscito da un lungo capitolo con la propria ragazza, coltiva una crescita interiore e la necessità di trasmettere al Mondo il suo percorso mentale. Sorge una perfetta dualità del viaggio: il tempo che tende ad annullarsi sulle lunghe distanze, il pensiero che corre. Stefano, approdato in terra Irlandese incontra Lele nella sua disavventura. Qui la sorte fa scoprire in loro la profonda somiglianza del porsi di fronte alle relazioni umane. Nasce subito una profonda amicizia. Durante il percorso in treno si discute delle passioni da coltivare nella vita: Lele per la Comunicazione Cinematografica, Stefano per il Pensiero Filosofico. Tornati a Milano Stefano presenta a Lele il centro di aggregazione 'Baluardo', una piccola oasi culturale nel parco di Quarto Oggiaro, che già conosceva. Qui Lele stringe importanti amicizie con i ragazzi del posto, che si tramuta in un fitto ma velato scambio di idee.. di scelte.. di opinioni.. Stefano, altrettanto, segue Lele con il suo consolidato gruppo di amici. Il rapportarsi in questa compagnia, vivace ma responsabile, lo fa esplodere subito in un ingente potere espressivo. E’ proprio questo rapportarsi con gli altri, e nel confrontare se stessi nelle differenze, che li fa convergere ad una nuova e determinante esigenza, punto di convergenza di diversi pensieri, espressione di loro stessi.. Sboccia così un nuovo idea.. Social Movie, o se preferite: Arte Sociale!
Arte Sociale
Quanto è grande il potere comunicativo di un film? Certo, l'autore può cercare di trasmettere qualsiasi cosa, ma quanto viene ricevuto dipende dalla sensibilità di chi guarda. E che venga trasmesso esattamente ciò che l'autore intendeva comunicare, anche quello non è scontato. Ma problemi di questo tipo caratterizzano tutti i canali comunicativi, soprattutto se ciò che si vuole trasmettere è un significato. Cos'ha il film che non ha il libro, o la musica o un quadro? Il film mette insieme le cose, e coinvolge molte più sensazioni contemporaneamente: forse è questo il suo potere. La multimedialità. Perché non metterci anche il teatro? Magari con dei diffusori olfattivi e uno stimolatore di papille gustative. Ma non divaghiamo. Più che il potere comunicativo del film, mi sta affascinando in questi giorni il suo potere sociale in fase di produzione. Parlo di cortometraggi: queste sere stiamo girando corti improvvisati con amici vecchi e nuovi. Parlare di cortometraggio forse è eccessivo siccome ci vorrebbe una trama, e il livello attuale di questi 'corti' è quello di riprese casuali remixate. Sarebbe bello esprimere qualcosa. Ma anche l'apparente nonsenso di queste scene esprime qualcosa. Innanzitutto, che ci si può divertire insieme facendo qualcosa di creativo, senza fissare una tv autistica o uscire a ballare fra la musica assordante Ogni sabato o senza passare il tempo a drogarsi oppure a chattare in internet eccetera. E dico innanzitutto perché divertirsi insieme è un ottimo primo passo per apprezzare le altre persone e lo stare insieme. E quindi è un'ottima base per la solidarietà, come gli sport di squadra. Ma c'è qualcosa di più in quello che fa un attore vero, che è l'esplorare le emozioni, il conoscersi. L'attore, quando impara un personaggio, entra nella sua storia e nella sua vita, e questo apre la sua mente a un mondo di possibilità, e gli fa capire molte cose su di sé e sugli altri, molto di più che non semplicemente se le leggesse su un libro perché recitando è costretto a calarsi nelle emozioni del personaggio. E un vero attore non finge di provare emozioni, le prova davvero. Forse scoprirà che può vivere così intensamente anche la propria vita. Comunque, una volta riscoperte le emozioni cambia la nostra attenzione verso gli altri (in meglio), e questo non può che fare bene alla società, anche alla politica. In fondo non sto dicendo nulla che già non si sappia. Tornando invece dalla parte dello spettatore, il video serve a dimostrare quanto tutto ciò sia possibile. Insomma, sta nascendo un'associazione che aiuterà i gruppi teatrali/"cinematografici" locali, sia per portare in giro (nel mondo e su internet) i loro spettacoli, che per far crescere, dentro e fuori, della nuova gente. Sul modello della glocalizzazione (pensa globale/agisci locale), tutti potranno usare questo sito per spedire i propri video (o linkare video.google o youtube, che poi adesso sono la stessa cosa) visibili globalmente, ma organizzeranno grazie alle proprie associazioni, coordinate dalla nostra, degli eventi in cui verranno proiettati localmente, e chi vorrà partecipare potrà cercare il gruppo più vicino a casa sua. La cosa a cui terrei particolarmente è indire un concorso, una specie di sfida con se stessi, in cui si deve dimostrare che attraverso il percorso con gli attori si è riuscito a cambiare qualcosa nel mondo (dal mondo di casa propria, della propria famiglia, a realtà sociali più complesse, a intere vite). Quindi non si tratterà più semplicemente di comunicare un messaggio astratto, ma di mostrare un vero cambiamento sociale: la documentazione di qualcosa di buono che è davvero potuto succedere, sottoforma di film con una sua trama o con l'Arte Sociale che più prediligi. Partecipa. Sai come trovarci. Ti aspettiamo.
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